E il bello della ricerca nel XXI secolo sta nella possibilità di fare ricerca nelle biblioteche virtuali. Quali sono le potenzialità nella didattica? In numero infinito. Andando indietro nel tempo, nei miei ricordi di studentessa liceale e universitaria ci sono le biblioteche e gli archivi. Naturalmente solo quelli alla mia portata. Ora è bellissimo, perché quelli online sono tutti alla mia portata. Tutti quelli della mia generazione che sono in cattedra ora hanno il dovere di far intravedere quella bellezza agli studenti di oggi, di far appassionare e di educare alla ricerca, di intraprendere quei viaggi nella conoscenza che consentiranno loro di sentirsi protagonisti e non fruitori passivi di quello che hanno scritto altri.
Conoscere non è un processo meccanico, implica la scoperta di qualcosa che entra nell’orizzonte di senso della persona che “vede” , si “accorge”, “prova”, “verifica”, per capire (Indicazioni Nazionali DPR n. 89 del 20 marzo 2009).
Ecco una proposta di viaggio per una classe terza di un Istituto superiore:
Racconta l’Inferno di Dante con le miniature.
Dante e Caronte, miniatura, manoscritto Yates Thompson 36, British Library, f.6.
Set da viaggio: PC o tablet o smartphone, tanta immaginazione, gusto grafico, velocità di lettura.
Cosa mettiamo in valigia?
La biblioteca nazionale del Regno Unito è una delle più importanti Biblioteche di ricerca, conserva un patrimonio di più di 150 milioni di documenti e 13 milioni di nuovi raccolte ogni anno. “La British Library partecipa ad un progetto chiamato ‘Bibliotheca Universalis’ che aspira alla pubblicazione di grandi opere sul web. Nel progetto della British Library chiamato Digital library, le collezioni possono essere consultate on-line, e le pagine virtuali del taccuino di Leonardo da Vinci e altri grande opere sono, virtualmente, alla portata di tutti.” (https://it.m.wikipedia.org/wiki/British_Library)
La navigazione all’interno del sito è semplice e immediata, anche se lo studente, in primis, si lascerà andare ad un “ma è in inglese” (poi se ne farà una ragione).
Tra le Digital Collections sono disponibili Manuscripts di eccezionale valore, tra i quali un manoscritto (1444-1450, realizzato per Alfonso V d’Aragona) della Divina Commedia finemente illustrato da miniature di pregio (le miniature del Paradiso sono attribuite a Giovanni di Paolo). Le pagine del manoscritto e i particolari delle miniature sono state digitalizzate e rese disponibili per l’utenza come opere di “pubblico dominio”.
Si tratta di un servizio automatico (bot da Robot) per la Divina Commedia, dove è possibile ricercare i versi per parola anteponendo il carattere ? oppure inserire IN (per Inferno) e il numero del canto (per esempio 26) per chiamare il canto XXVI dell’Inferno. Grazie al bot è stato possibile sperimentare una metodologia innovativa di didattica della Commedia per rendere viva la lezione, coinvolgente l’analisi del testo, promuovere lo sviluppo delle competenze digitali attraverso l’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media potenziando, al contempo, le metodologie laboratoriali, nel rispetto degli orientamenti del Piano Nazionale Scuola Digitale. Un progetto complesso, con il patrocinio della Società Dante Alighieri, realizzato grazie all’incrocio delle competenze diverse di un team di innovatori: un programmatore, Francesco Piero Paolicelli, che ha realizzato il bot della Commedia; un architetto, Fedele Congedo, esperto di processi generativi condivisi; un ingegnere, Domenico Aprile, che ha verificato le criticità tecniche, Pino Suriano (Presidente del Comitato di Matera della Società Dante Alighieri). Dalla sperimentazione è nato il progetto AccendiDante (www.accendidante.it), realizzato in diversi licei e istituti superiori in Italia, da me raccontata il 29 maggio 2017 al Social Media Education promosso dal MIUR (lo streaming è qui visibile).
La valigia è quasi pronta. Manca uno strumento di lavoro per presentare i risultati della ricerca: consiglio agli studenti di utilizzare Prezi
Ora possiamo partire.
Se vogliamo realizzare percorsi didattici “digitalmente aumentati” (facendo nostra la definizione di Paolo Ferri), bisogna cominciare a ragionare in termini di Syllabus integrati tra discipline, mettendo a sistema delle connessioni nuove tra materie, per esempio Lingua e Letteratura Italiana, Informatica e Disegno e Storia dell’Arte.
La #buonascuola è quella che non lascia gli studenti da soli, ma li accompagna nella costruzione dei propri profili di apprendimento (PNSD, azione #14 Un framework comune per le competenze digitali degli studenti). E’ necessario imparare a percorrere strade nuove e sollecitare i ragazzi a confrontarsi con strumenti digitali per apprendere quell’alfabeto ormai irrinunciabile per affrontare le sfide del mondo della formazione post diploma e del lavoro.
Nelle nostre programmazioni annuali, cominciamo ad allineare le Indicazioni Nazionali e le indicazioni del DigComp 2.1: The Digital Competence Framework for Citizens with eight proficiency levels and examples of use
| DPR 89/09 | DigComp 2.1 The Digital Competence Framework for Citizens |
| Area linguistica e comunicativa
Saper utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per studiare, fare ricerca, comunicare. Area scientifica, matematica e tecnologica Essere in grado di utilizzare criticamente strumenti informatici e telematici nelle attività di studio e di approfondimento; comprendere la valenza metodologica dell’informatica nella formalizzazione e modellizzazione dei processi complessi e nell’individuazione di procedimenti risolutivi. |
Area 1
1 Information and data literacy 1.1 Browsing, searching, filtering data, information and digital content 1.2 Evaluating data, information and digital content 1.3 Managing data, information and digital content |
L’obiettivo è quello di educare gli studenti al metodo della ricerca online per vivacizzare in classe contesti solitamente passivi, legati a contenuti disciplinari che vengono appresi ma non “vissuti”. La didattica della Commedia vive della lettura e del commento dal vivo del testo fatto dal docente, ma il testo dantesco non “si accende” solo con l’ascolto: deve vivere non solo nelle orecchie degli studenti ma anche negli occhi, portando l’attenzione della classe sugli illustratori della Commedia, dai più noti come Dorè, Blake e Guttuso ai miniaturisti come Giovanni di Paolo e altri.
Il viaggio
È giunto il momento di partire, di formalizzare quella che si chiama “consegna”:
- Realizza il tuo “book iconografico digitale” dell’Inferno per raccontare il viaggio di Dante attraverso le miniature: incontri, paesaggi, cammino del poeta e della sua guida.
- Organizza il tuo “book” attraverso una presentazione multimediale che utilizzerai durante l’esposizione orale del tuo percorso.
- Scegli le miniature sul sito della British Library (agli studenti viene reso disponibile il link al manoscritto attraverso il registro elettronico).
- Individua il canto e la terzina corrispondente alla miniatura scelta utilizzando @divinacommediabot.
- Inserisci il testo accanto alla miniatura.
- Commenta oralmente le scelte stilistiche dell’illustratore, considerando se le miniature siano soltanto delle semplici illustrazioni a corredo del testo o rappresentino piuttosto un tentativo di interpretazione critica.
Buon vento!
Paola Lisimberti
