Nessuna rivoluzione culturale, nessuna riforma della scuola, nessuna innovazione tecnologica riuscirà mai a cambiare alcune cose:
bigiare
la ricreazione
il primo amore delle elementari
la fobia del primo banco
quello che chiede sempre al compagno: “Chi viene domani in prima ora?”

Lunedì, prima ora, Lisimberti, Innovazione
Se Innovazione fosse una disciplina e si potesse insegnare a scuola…ecco a voi una lezione.
IA, laboratorio multimediale, gruppo classe di 18 alunni
Mi presento in classe con un bracciale piuttosto voluminoso. E’ di poliammide nero. Un gioiello assolutamente fuori dagli schemi.
Chiedo ai ragazzi “Vi piace?” “Molto bello”. “Cosa vuole rappresentare?”
Sulla LIM proietto questa immagine

799px-Paolo_uccello,_studio_di_mazzocchio_in_prospettiva_01

E’ un disegno di Paolo Uccello, mazzocchio, uno studio di prospettiva. A questo disegno si ispira il bracciale (http://www.maketank.it/it/uccello-s-nest-usa-bracciale-stampato-3d.html)

Racconto ai ragazzi dove l’ho visto e, quindi, comprato.

branding

Ho scelto il bracciale come metafora del concetto di “innovazione”.
Proietto una slide con questo pensiero di Gian Piero Bona “Molti guardano le cose nuove con occhio vecchio. Chi innova osserva le cose vecchie con occhio nuovo” e invito i ragazzi a cercare con lo smartphone il significato del termine “innovatore”. Consiglio di usare il vocabolario Treccani su www.treccani.it

treccani

Chiedo quali altri significati sono connessi con questo termine.
“Futuro”
“Cambiamento”
“Invenzione”

Proietto un video

Nel video si parla del giovanissimo Cesare Cacitti e di terza rivoluzione industriale.

Chiedo ai ragazzi di scrivere sul quaderno qualche appunto su cosa li ha colpiti dell’intervista a Cesare Cacitti: “Come vede il suo futuro questo giovanissimo innovatore? E voi?”.
Poi assegno un compito per casa. “Chiedete ai vostri genitori come vedevano il proprio futuro mentre frequentavano la scuola: quale professione avrebbero voluto fare da grandi?”

Mi collego a questo link
http://www.chefuturo.it/2015/02/ha-19-anni-ha-creato-il-primo-braccio-meccanico-open-source-ed-ora-lavora-per-la-nasa/
e leggo ad alta voce l’articolo di Aldo Pecora.

“Chi è un maker?” chiede uno studente.
Prendo dalla borsa un libro. Era lì per la lezione, ma dico ai ragazzi che lo sto leggendo e che mi piacerebbe leggere loro qualcosa.

Makers.-Il-ritorno-dei-produttori-di-Chris-Anderson-620x372

Fred Hauser, mio nonno materno, emigrò a Los Angeles da Berna nel 1926. Era un operaio specializzato e in lui c’era qualcosa dell’orologiaio, un fatto forse inevitabile per uno svizzero che si occupasse di meccanica. (…) Hauser ottenne un lavoro agli MGM Studios, dove si occupava di tecnologie di registrazione, si sposò, ebbe una figlia (mia madre) e si stabilì in una villetta in stile mediterraneo in una strada laterale di Westwood, dove ogni casa aveva un lussureggiante prato frontale e un garage sul retro.
Continuo la lettura di alcuni passi significativi che avevo già selezionato. L’ultima frase di Anderson che leggo dice: “Benvenuti nella Nuova Rivoluzione Industriale”

Proietto un video. E’ un’intervista a Jeremy Rifkin, l’economista americano autore di La terza rivoluzione industriale

Assegno una ricerca sulla terza rivoluzione industriale e condivido tutto il materiale utilizzato per la lezione sul registro elettronico nell’area didattica.
Suona la campana. L’ora è finita. A ricordarci che possiamo anche provare a insegnare “innovazione”, ma è difficilissimo rompere gli schemi…

Paola Lisimberti

A LEZIONE DI FUTURO
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