Destino vuole che mi innamori di ciò che dovrebbe essere (o che sarebbe, poi, stato, col senno di poi) “altro” dal mio ambiente cognitivo.
Non si spiega altrimenti l’aver scelto di presentare “Letteratura italiana” all’esame di maturità (ai miei tempi, una materia era “a scelta del candidato”) e amare così tanto Dante da citarlo praticamente ovunque. Tesi di Dottorato (in Logistica!) compresa.
Non faccio eccezione neanche stavolta e parto citando Friedrich Engels (filosofo) a partire dal titolo.
Cosa mi ricorda? Oggi, domenica mattina, addì 24 gennaio 2016. Oria, provincia di Brindisi. Liceo Scientifico “Vincenzo Lilla”.
E’ il giorno dell’open day, una giornata dedicata alla apertura della scuola alle famiglie, per presentare l’offerta formativa dell’Istituto.
Questo è l’anno del PNSD-Piano Nazionale Scuola Digitale varato con il D.M. 851 del 27 ottobre 2015: un documento di indirizzo strategico per la realizzazione dell’innovazione digitale del sistema educativo, come previsto dalle Legge 107/2015 (cd “La Buona Scuola”).
Il focus è la dimensione culturale del digitale più che su quella meramente tecnologica ed enfatizza aspetti legati all’apprendimento permanente (LifeLongLearning) e ad ampio spettro, ossia formale e non formale (LongWideLearning).
Il PNSD è basato su una idea di scuola come spazio aperto non solo fisico in grado di sviluppare competenze per la vita (life skills) e mira all’innalzamento delle competenze degli studenti e, di conseguenza, all’impatto che essi avranno sulla società come individui e teste pensanti.
In estrema sintesi, il PNSD è una sfida metodologica-didattica per tutto il personale scolastico e mette la scuola al centro di un sistema socio-educativo in quanto principale generatore di domanda di innovazione.
Una delle azioni previste dal PNSD è l’istituzione della figura dell’animatore digitale ossia un elemento catalizzatore e trasduttore di innovazione che si adoperi <<per la diffusione di una cultura digitale condivisa tra tutti i protagonisti del mondo dell’istruzione, stimolando soprattutto la partecipazione e la creatività degli studenti.>>.
Quale migliore occasione per farlo in un open day?
E, infatti, i protagonisti sono stati gli studenti.
Ragazzi dai 15 ai 19 anni che hanno accolto le famiglie e i loro futuri compagni, organizzato attività, laboratori e mostrato e illustrato le loro abilità attraverso le loro creazioni, con il sorriso e l’entusiasmo di chi si sente protagonista del proprio percorso di crescita e “padrone” della propria istituzione.
Così, nelle aule e nei laboratori dell’Istituto, dalle ore 9 alle ore 12, si sono svolte numerose iniziative di natura informativa, formativa, dimostrativa e di servizio, atte ad illustrare le attività ed i servizi del Liceo Scientifico “Lilla”.
In particolare, i ragazzi e le famiglie hanno partecipato ai laboratori/workshop di:
- Coderdojo – coderdojo è un termine anglo-nipponico che significa palestra (dojo) di programmazione (code), per introdurre all’uso del pensiero computazionale (art. 1 – comma 7 – lettera h della L. 107/2015) in collaborazione con il Coderdojo Club di Torre Santa Susanna, una associazione no profit fondata da un ex alunno del Liceo.
- Maker exhibit – un laboratorio peer to peer in cui gli studenti del Liceo hanno mostrato i progetti da loro realizzati con l’uso di strumenti ICT (microcontrollore Arduino), introducendo i ragazzi e le famiglie ai rudimenti del loro utilizzo
- Minecraft4Edu e Gaming Lab – laboratorio/workshop in cui gli studenti hanno presentato ed illustrato l’uso del famoso videogame e di ambienti di sviluppo gaming a fini didattici.

Inoltre, è stata presentata la novità rilevante dell’offerta formativa del Liceo, ossia la sperimentazione didattica Cambridge IGCSE(International General Certificate Secondary Education) che consentirà agli studenti di studiare alcune materie (matematica, fisica, latino e inglese come seconda lingua) per il conseguimento delle qualifiche internazionali riconosciute dalle università straniere. Gli studenti del Liceo Scientifico hanno inscenato una rappresentazione che ha dimostrato l’interdisciplinarità e la commistione dello studio del Latino e della lingua Inglese.

Cosa resta di una giornata così? Le scintille, appunto. Ma non elettriche. Ma umane. Quelle degli occhi degli alunni.
Anche di quelli che ti vengono a trovare da un’altra scuola e, la sera, ti scrivono che <<gli occhi che sognano hanno una luce particolare, e quando la vita ti pone dinnanzi a scelte, quella luce ti salva. Oggi quella luce c’era, è bastato un open day, un prof pazzo che crede nel futuro e ragazzi che hanno voglia di raccontare la loro storia, il resto è tutto merito di novitá, innovazione e cambiamento.>>
Ma questa è una storia che merita un’approfondimento.
E, se avrete la pazienza di attendere, magari non molto, lo avrà!
















