…l’elenco potrebbe continuare ed è solo rappresentativo delle scuole che in Italia hanno investito nell’innovazione tecnologica e didattica.
Ma chi lavora in queste scuole? L’organigramma del personale è lo stesso delle altre scuole? Potrei effettuare una facile ricerca, ma suppongo di sì. Ci lavorano dirigenti, docenti, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici con lo stesso contratto di lavoro degli altri.
Certo, per praticare la flipped classroom ci vogliono docenti capaci di mettersi in gioco.
Per aprire la scuola al territorio e sperimentare l’organizzazione flessibile dell’orario di lavoro ci vogliono dirigenti e docenti che sappiano promuovere la propria funzione in un’ottica di rete.
Per scardinare il teorema lavagna-banchi-sedie e sostituirlo con isole di lavoro, LIM, tablet ci vogliono riformatori.
Per proporre strumenti nuovi di lavoro da sostituire al tradizionale libro di testo ci vogliono innovatori in grado di creare sinergie positive tra persone e costruire reti della conoscenza.
Ma la madre di tutte le risorse che si spendono giorno per giorno nella scuola è la FATICA.
E’ faticoso mettersi in gioco, negoziare il proprio ruolo, essere disponibili ad apprendere prima ancora che insegnare.
Investire in innovazione significa investire negli studenti, riconoscere che sono al centro del Sistema Scuola. Un esempio per tutti Gianluigi Parrotto, giovanissimo imprenditore alla guida di una start-up che ha l’ambizione di portare, con delle mini-pale, l’energia eolica nelle case di tutti.

Gianluigi Parrotto
Gianluigi Parrotto

Così racconta la sua storia di studente in una intervista su http://www.blitzquotidiano.it:

«Sono nato a Poggiardo, in ospedale, ma i miei stavano a Casarano, in provincia di Lecce. Dopo il biennio di Istituto industriale, a 16 anni mi sono trasferito da solo a Brindisi perché volevo frequentare una nuova scuola di cui avevo letto meraviglie ». Parla del Majorana, dove il preside Salvatore Giuliano aveva appena iniziato la sperimentazione di libri scritti da docenti, computer e wi-fi per tutti, lezioni “rovesciate”, classi scomposte e colorate: il progetto Book in Progress. Parrotto è subito uno degli studenti migliori.
Dal disegno di legge 2994, capo II Autonomia scolastica e valorizzazione dell’offerta formativa, art.2:
3. Le istituzioni scolastiche individuano il fabbisogno di posti dell’organico dell’autonomia, in relazione all’offerta formativa che intendono realizzare, nel rispetto del monte orario degli insegnamenti e tenuto conto della quota di autonomia dei curricoli e degli spazi di flessibilità, nonché in riferimento a iniziative di potenziamento dell’offerta formativa e delle attività progettuali, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano, nonché alla lingua inglese, mediante utilizzo della metodologia Content language integrated learning;
b) potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche;
c) potenziamento delle competenze nella musica e nell’arte;
d) potenziamento delle conoscenze e delle competenze in materia di diritto e di economia, inclusa la conoscenza dei princìpi e delle azioni di cittadinanza attiva;
e) sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni e delle attività culturali e dei beni paesaggistici;
f) alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini;
g) potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport;
h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;
i) iniziative per il contrasto dei fenomeni della dispersione scolastica e della discriminazione e garanzia della più ampia inclusione scolastica;
l) valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese;
m) apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe;
n) incremento dell’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione;
o) valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni e degli studenti;
p) individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti;
q) alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana per gli alunni stranieri, anche mediante l’attivazione di corsi opzionali di lingua e la dotazione di laboratori linguistici anche in rete.
Il raggiungimento di questi obiettivi non è prorogabile. Non si può differire il processo di cambiamento in atto e pensare che la scuola possa rimanere ferma a guardare. Non ci si può illudere che mentre il mondo corre veloce la scuola si prenda una pausa di riflessione.

Le difficoltà del Sistema Italia vengono dalla scuola. Così l’illuminante intervento del prof. Paolo Ferri:

http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/lavorare-troppo-guadagnare-poco-il-paradosso-italiano-comincia-dalla-scuola_1472.htm

Il disegno di legge non è perfetto, ma confidiamo in chi, da ogni parte, sta investendo le proprie energie per renderlo vincente.
Eppure, è in atto una guerra e da diversi anni. Un esempio è la resistenza dimostrata dalla classe docente in merito all’introduzione del registro elettronico.
A chi conviene lo scontro? Perché giocare al ribasso quando si può volare alto? Quali vantaggi può trarre uno studente da una scuola “ferma”, sclerotizzata, ancorata sulla prospettiva che non si deve cambiare comunque? Cui prodest? Qualcuno teme di perdere il potere di giocare al gioco delle tre carte con gli organici? Chi ha paura della trasparenza della Pubblica Amministrazione?
E poco importa che si sia letto il testo del DDL 2994 o no. C’è chi lo ha letto al posto nostro e ci ha detto che non può passare. Insomma, sembra che la scuola non riesca ad uscire dallo stato di minorità (liberamente tratta da I.Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo, 1784).
La scuola è chiamata ad una sfida: se è Scuola con la Esse Maiuscola può solo accoglierla. Al meglio.
E compito del legislatore è, in questo momento, piantare il seme di una scuola che si rinnova. Perché lo dice la Costituzione della Repubblica Italiana, art.33: La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione (…) e perché deve garantire ad ogni cittadino pari opportunità. Il legislatore è chiamato in questo momento a dare un forte impulso di rinnovamento alla scuola italiana e fare in modo che possa “partire per il futuro” e sostenere lo sviluppo di questo paese.
E’ dai ragazzi che dobbiamo salpare. E i ragazzi sono tutti uguali e hanno diritto a frequentare una scuola in grado di costruire opportunità, orientare, valorizzare le attitudini.
DDL o no, al Liceo Pepe, come nelle altre scuole che ho citato e in quelle che non ho citato, continueremo sulla strada della robotica educativa, dell’alternanza scuola lavoro, dell’innovazione didattica. Con le risorse che l’Europa ci metterà a disposizione e seguendo il faro di Horizon 2020.
Questo, però, significa che gli studenti di una scuola non avranno le stesse opportunità degli studenti di un’altra scuola. Questo significa disuguaglianza. E forse su questo varrebbe la pena di riflettere.
Nel futuro o ci andiamo tutti o non ci arriva nessuno (Riccardo Luna)

Paola Lisimberti

10, 100, 1000 Majorana (Brindisi), Lussana (Bergamo), Savoia-Benincasa (Ancona), Bertolucci (Parma), Volta (Perugia), Fermi (Roma)….

Rispondi