Roma anno Domini 2015, Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”.
Questa la location che la Fondazione Mondo Digitale ha individuato per la nona edizione della Romecup, l’eccellenza della robotica.
Tutte le strade della ricerca nel campo della robotica educativa hanno portato nella capitale le esperienze di eccellenza di scuola, università e impresa. In questi tre giorni di marzo, dal 25 al 27, non esattamente di primavera, Roma apre le porte al futuro e come in un celebre film ci fa immaginare quello che saremo.
Nei corridoi dell’Istituto un’invasione pacifica di microprocessori, servomotori, sensori, attuatori, IDE di diversa tipologia e caratteristiche, LED, robot, app, software e ovunque un fiume di ragazzi e ragazze con gli occhi tutti attenti, tutti concentrati: c’è chi riprende e intervista, chi fotografa, chi programma, chi chiede notizie, chi si confronta, chi fa proposte, chi condivide soluzioni.



Agli occhi di un profano, tutto questo potrebbe sembrare incomprensibile e, soprattutto, potrebbe non essere visibile né l’obiettivo né il lavoro che, con grande impegno, questi ragazzi mettono in campo “dietro del quinte” della preparazione alla manifestazione.


In realtà, questo futuro è già tra noi, se pensiamo all’umanoide che aiuta i bambini autistici a superare le loro difficoltà oppure al NAO Robot, una piattaforma multidisciplinare per la ricerca e la robotica educativa (commercializzato in Italia da Campustore).
Tuttavia il rapporto tra umani e umanoidi è tutto da scrivere.
Qualcuno paventa il rischio che nel futuro gli androidi si sostituiscano agli umani.
Altri, invece, in modo quasi diametralmente opposto, teorizzano un mondo robotico al totale servizio dell’essere umano, novello “principe” di un mondo umanocentrico.
Alla Romecup è accaduta una cosa straordinaria: NAO ha perso l’equilibrio ed è caduto mentre ballava la “macarena”. Il robot ha una procedura software in grado di inviare ai servomotori un impulso per recuperare la posizione eretta (in termini umani: rialzarsi!). Tra i visitatori, però, in quel momento, qualcuno ha sentito forte l’impulso di aiutare NAO ad alzarsi, quasi fosse un bambino bisognoso di aiuto.
In effetti, ci sono cose che ho visto alla Romecup e che voi umani non potreste neanche immaginare…