Giovedì 12 marzo 2015.

Mentre il Governo era intento a descrivere in un Disegno di Legge la scuola di domani, in un’aula di una scuola di oggi si metteva in scena il…futuro presente! Grazie alla capacità visionaria di (pochi ma convinti e motivati) docenti, in quell’aula era presente una stampante 3D e si parlava di Video Mapping. Gli ospiti di eccezione erano Luigi Console e Daniele Talliente. 

Luigi e Daniele sono due ragazzi che ho incontrato prima su FB (vita da social…) e poi di persona mercoledì scorso. E ci abbiamo messo non più di 10 minuti a “piacerci” e far nascere embrioni di idee che solo una scuola avveniristica e folle (e con docenti folli e fuori dal comune) come il “Ludovico Pepe” può sostenere. Purtroppo, sapevo già che il giovedì non avrei potuto essere li. Ma, come mi ha scritto una studentessa in chat, <<prof. lei c’era! Grazie, perché se oggi avevamo tutti stampato il sorriso in volto è perché in mente di son subito venute le lezioni passate di fronte a quella stessa LIM,  a respirare aria pulita.>>. Si, c’ero! Sentivo di esserci. Ma certe emozioni meritano di essere raccontate. E per farlo bisogna viverle. Ho chiesto ai ragazzi di farlo per me.

Giovanni Gioia si è proposto. <<Prof., se le va bene lo faccio io, anche se ho già scritto e mi ha pubblicato su coderschool>>.  Si, perché Giovanni è già stato la “penna del venerdì” di  Coderschoolitalia: NO ITALIANS WITHOUT INNOVATION, lo ha scritto lui.

Con l’occhio di un ragazzo che guarda sognante verso il mondo, Giovanni si esprime con le parole, le foto e un video e ha cercato in queste righe di spiegare cosa significa portare l’innovazione nelle aule.

oggetti 3D
Stampante 3D con alcuni prototipi

Banchi al muro, libri a casa, nello zaino poco o niente. LIM accesa e docenti confusi tra i ragazzi.
Al Liceo Scientifico “Ludovico Pepe” di Ostuni (BR), i ragazzi delle classi terze e quarte dell’Opzione Scienze Applicate, oggi 12 Marzo 2015 respirano l’odore della stampa 3D e osservano stupefatti tutto ciò che la luce può diventare: il “Video Mapping”, ovvero la proiezione di un filmato su qualsiasi “corpo”. Questa forma d’arte trova spazio durante la manifestazione Glow Festival, arrivata alla terza edizione, che si terrà dal 4 al 6 Aprile 2015 appunto in Ostuni.

La luce per recuperare, per valorizzare: il borgo antico della Città Bianca sarà “colorato” da installazioni e proiettori che rifletteranno immagini psichedeliche, mattoni che si staccano, cornicioni che si colorano, per far sognare grandi e piccini.

Sono venuti in classe per orientare, per informare, per fare scouting. Cercano volontari per questa imminente manifestazione e hanno chiesto il supporto di giovani studenti.

<<Ciò che è riuscito durante la scorsa edizione è stato per la maggior parte grazie ai volontari>> afferma Luigi Console, co-curatore dell’evento assieme all’associazione Primitivi Digitali e allo studio di Augmented Reality, Creative Code Interaction, Video Mapping “Glowarp”. Volontari accorsi da tutto il mondo per osservare come le NTA (Nuove Tecnologie per l’Arte) stanno cambiando il modo di fare arte.

Altro protagonista di questa giornata è stato Daniele Talliente, proprietario dell’azienda CREARE s.n.c. e collaboratore per il Glow Festival.

Daniele ha un’ azienda, unica sul territorio ostunese, che usa stampanti 3D per la produzione e vendita di qualsiasi tipo di oggetto. A metà strada tra una startUp e un FabLab.

Ha tenuto, assieme a Luigi, una vera e propria Lectio Magistralis in merito alle ultime tecnologie nel campo del 3D printing e della Realtà Aumentata.

<<In un prossimo futuro si costruiranno case in argilla stampate in 3D, abbattendo i costi, l’inquinamento e i problemi che comporta un’eventuale demolizione o vendita>> esclama Daniele sognante, mostrandoci un video ambientato in Algeria, dove è partita la sperimentazione per la costruzione di case realizzate in argilla e completamente stampate in 3D.

La tecnica del 3D si sviluppa su tre assi x,y,z, la cui applicazione matematica si ritrova nelle funzioni a due variabili, programma del quinto anno di un Liceo Scientifico Scienze Applicate.

Per passare dallo scarabocchio su carta all’oggetto finito, la tecnica 3D si compone di tre step essenziali:

  1. IDEAZIONE, il processo con cui si arriva dallo scarabocchio all’oggetto bidimensionale su PC.
  2. MODELLAZIONE, ossia la trasformazione dell’ oggetto da bidimensionale a tridimensionale, e si dirama in due sottocategorie:
    1. MODELLAZIONE TECNICA, appresa oggi con il programma Cinema4D.
    2. MODELLAZIONE PARAMETRICA o ALGORITIMICA, usata nei programmi RinoCeros e ZetaBrush (quest’ ultimo particolarmente usato per i materiali organici).
  3. STAMPA, quindi la produzione vera e propria dell’oggetto.

<<Il 3D è una tecnica, come il Video Mapping, e come tale è utilizzabile in più campi>> afferma Luigi. Ricordo dell’esoscheletro stampato in 3D da Jake Evill che andrà a sostituire il gesso ortopedico e dell’articolo su Focus in merito ai cinque organi vitali stampabili in 3D

Inoltre è di questi giorni la notizia che Giorgio Armani, per la sua prossima collezione, stamperà tutti gli accessori e gli abiti in 3D portando questa innovazione anche nel fashion system.

Daniele e Luigi sono entrati in classe e ci hanno portato in un’ altra dimensione, in un’ altra scuola.

ragazzi
Alunni 3A e 4A del Liceo “Pepe” durante la “lezione”

La scuola che vogliamo per noi e per i nostri figli è ciò che noi abbiamo vissuto in una giornata. Un crocevia di persone che porti innovazione, tecnologia e buone notizie in uno spazio aperto a tutti coloro che vogliono apprendere.

E’ di questi giorni la lettera di scuse apparsa su Internazionale della professoressa Lizanne Foster ai suoi ragazzi. L’ autrice chiede scusa ai suoi studenti scrivendo: <<Mi dispiace che quelli di voi che incontrano difficoltà a scuola non ricevano il giusto sostegno perché finanziare i vostri bisogni non è tra le priorità dell’attuale politica economica. Mi dispiace che dobbiate studiare materie che non vi interessano in un’epoca in cui la somma totale delle conoscenze umane raddoppia ogni dodici mesi. Mi dispiace che vi facciano credere che per ottenere il massimo dei voti dovete competere tra voi, quando i progressi umani sono sempre stati frutto di una collaborazione che spesso a scuola viene considerata “imbrogliare”. Mi dispiace che siate costretti a usare dei libri di testo che contengono informazioni superate e troviate a scuola tecnologie obsolete della cui manutenzione nessuno si occupa. Mi dispiace che sia improbabile che la Strategia innovativa, la riforma scolastica della British Columbia tanto strombazzata dal governo attuale, produca cambiamenti significativi a parte un nuovo modo per calcolare quello che si fa a scuola>>.

E poi continua, parlando agli studenti italiani: <<Mi dispiace che anche voi stiate vivendo la stessa esperienza degli studenti canadesi e americani perché i politici tagliano i fondi alle scuole pubbliche e incoraggiano la privatizzazione dell’istruzione. Sappiate che non siete soli in questa lotta. Sappiate che anche voi ce la farete. Vi do qualche consiglio per riuscirci meglio. Accumulate esperienze che vi permettano di uscire dalla vostra zona di sicurezza. Che cosa succede al vostro cervello e al vostro corpo quando passate un’ora in un bosco o sulla riva di un fiume a guardare semplicemente l’acqua che scorre? Cercate di stare con chi condivide i vostri interessi e le vostre preoccupazioni. La vostra “tribù” è lì fuori che vi aspetta. Unitevi a persone che fanno arte, fanno musica o fanno la differenza in altri modi. Esprimete quello che avete imparato, quello che avete visto e notato. Disegnate. Cantate. Ballate. Voi siete importanti. C’è un motivo per cui siete qui. Il mondo aspetta il risveglio della vostra passione e della vostra creatività. Namaste, Lizanne>>.

 

Ciò che abbiamo imparato oggi non è la semplice stampa 3D, o le tecniche del Video Mapping, ma la vera risposta alla lettera della docente canadese che, come molti altri professori, si preoccupa dei suoi ragazzi.

Non importa quali sono le regole della scuola, quanti sono i fondi statali, non servono le ultime tecnologie, servono studenti ancora capaci di sognare e di creare. Fin quando ci saranno questi ragazzi nella scuola, essa subirà un cambiamento interno che nessuna congiuntura economica potrà mai fermare. E questo cambiamento è già in corso, e noi vogliamo esserne protagonisti sulla scena del nostro futuro.

…de’ remi facemmo ali al folle volo….
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