Eccole. Le slide che non piacciono a nessuno con quel titolo “La buona scuola” che non gli perdonerà mai nessuno.
A me piacciono. Parlano agli italiani. Un popolo sì di eroi, santi e navigatori, ma anche il popolo che ha amato la maestrina dalla “penna rossa” e il piccolo Enrico, mentre ha odiato appassionatamente Franti, quello che “Franti tu uccidi tua madre”. Franti era uno studente difficile, il peggiore che un maestro potesse incontrare. Era disobbediente. Ma non sono gli studenti difficili quelli che dobbiamo amare di più? Lo ha detto Papa Francesco con quel suo italiano musicale che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. “A voi chiedo di amare di più gli studenti difficili”.

Una riforma semplice quella di Papa Francesco, che si rivolge agli insegnanti ricordando che un docente non è “ciò che sa” (lo cito da un post su Facebook che mi ha talmente sconvolto che non ho avuto il coraggio di commentare), ma “ciò che è”. Quelli di Papa Francesco sono docenti-testimoni “insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che è, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità”.

Una riforma in 4 punti che non ha bisogno di slide perché parla al cuore e non all’occhio:
Centralità dell’alunno come persona da ascoltare, valorizzare, istruire ed educare
Riconoscimento della professionalità docente come cardine per il futuro del paese
Miglioramento della retribuzione dei docenti
Ottimizzazione dei tempi di insegnamento attraverso un’organizzazione più funzionale ai diversi stili cognitivi

Il decreto legge è più articolato, entra nel cuore di alcuni problemi come la “sospirata” realizzazione dell’autonomia scolastica. Prospetta una scuola più funzionale perché flessibile, inclusiva perché aperta, potenziata perché aumenta le discipline del curricolo, smart perché costruisce sinergie tra formazione e autoformazione del personale ottimizzando spazi tempi risorse, trasparente perché open, attiva e militante perché promuove le competenze.

Stato e Chiesa ci parlano, casualmente ma non tanto, di scuola nella stessa settimana.
Non vi dirò quale delle due riforme mi piace di più, preferisco lasciarvi nel dubbio.

Fusse che fusse…

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