L’ affermazione del pensiero computazionale e del pensiero procedurale ,consolidatosi in questi ultimi tempi ,in special modo nella fascia della scuola primaria ,nella pratica didattica dei docenti ,dopo il successo dell’ora del codice della campagna Europe Code Week 2015 e la massiccia frequenza al MOOC “Coding in your Classroom Now” del prof. Alessandro Bogliolo ,

ha riportato alla ribalta ,nella mia mente ,le costruzioni Lego ,quei mattoncini di plastica multicolore che hanno affascinato intere generazioni di bambini ed anche di adulti , inserendoli nella mia pratica didattica in maniera trasversale in tutte le discipline.


Un gioco quello dei Lego, libero ma nello stesso tempo strutturato, perché non si possono mettere i pezzi a caso, altrimenti non si attaccano o vengono via facilmente.
Quì spesso il bambino sa quello che vuole fare ed ha un chiaro disegno in testa di quello che vuole ottenere. Ciò stimola oltremodo la creatività: da tanti pezzi uguali, si crea qualcosa di unico che prima non c’era.

Un gioco dove s’impara facendo… è la strategia dell ‘hands on, perché il bambino esplorando possibilità e combinazioni diverse e vedendo immediatamente i risultati dei tentativi fatti, si sente gratificato e ciò fa accresce la sua autostima .
E poi si sa che manipolare degli oggetti fisici fa sì che si acquisisca la capacità di manipolare anche oggetti mentali…… “smontando e rimontando la formula la capisco e me la ricordo pure! ”

E cosa sono tutti quei pezzi ,se non blocchi visuali di un progetto creativo che ,se eseguito step by step ,fa giungere al risultato desiderato?
E che cosa sviluppa quel modo di assemblare i pezzi, al fine di dare vita ad un progetto ideale ,se non il pensiero procedurale e computazionale….una forma di Coding unplugged?
Per non parlare,poi, del transfert in altre situazioni e con altri materiali, della competenza acquisita ,montando e smontando questi blocchi ,proprio come si fa con il Coding…Il Remix delle possibilità.. ( la costruzione dello stesso albero di Munari ma con i regoli)


http://youtu.be/s8r-MKQuj6g
Così posizionando al centro del gruppo una scatola di mattoncini Lego ,i bambini hanno potuto costruire personaggi delle storie e raccontarle ,eseguire applicazioni matematiche per comprendere l’addizione e la sottrazione la moltiplicazione e la divisione; hanno costruito persino l’albero delle ricorsioni , e l’ albero riflesso di Munari ,attività pratica del compito eseguito con Scratch durante il MOOC “Coding in Your Classroom Now”, tenuto dal professor Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino.
Liberamente e naturalmente ,i bambini operavano e stabilivano relazione tra i vari ambiti disciplinari , che solo per gli adulti sono ambiti tra loro separati. Cosicché raccontavano mentre assemblavano ,contavano quando costruivano ed imparavano mentre si divertivano.
https://goo.gl/photos/mYmbdAWDJxaF7NpEA
Il prossimo passo sarà quello di animare con microcontrollori e circuiti le loro creazioni per farle diventare Smart……Lego We Do?
Ins. Angela Gatti



In quale classe e’ stata proposta l’attività ? Grazie camilla
Ciao Camilla,scusa se ti rispondo con eccessivo ritardo, ma solo ora ho potuto visualizzare il commento. La classe in cui ho condotto questa esperienza didattica è stata una seconda primaria , ma a seconda dell’obiettivo si possono proporre attività diverse anche in altre classi…ad esempio le frazioni con i Lego…ecc.