oggi c’è un’intera generazione di makers, di informatici, di appassionati che quotidianamente usano strumenti innovativi che spaziano dall’elettronica di consumo, ai dati aperti, alle mappe collaborative, alla sensoristica, all’automazione.
Termini come Arduino, Internet of Things, openStreetMap, Geocoding, openData sembrano per gli addetti ai lavori e per i nerd, quando impattano sulla vita di tutti i giorni della maggior parte delle persone.
Qualche esempio? Cancelli elettrici, robot che puliscono automaticamente la stanza e poi tornano al loro posto, navigatori satellitari che usano mappe aperte, i conti pubblici del tuo comune, gli orari dei bus che visualizzi nell’app o il meteo, ed ancora gli eventi di stasera al tuo Teatro preferito.
Tutte queste informazioni da dove provengono? tutta questa tecnologia chi la produce?
Spesso tutto questo è demandato all’auto apprendimento, agli “smanettoni” o agli scienziati.
Ma a Scuola perchè non se ne parla? perchè nel tuo Istituto Tecnico o Liceo non ti fanno vedere cos’è un tag di wikipedia o di openstreetmap piuttosto che come si può creare con 50 euro un sistema automatico che innaffia le tue piantine preferite (o il tuo orto) quando l’umidità del terreno non è più sufficiente?
Ci è venuta un’idea: creare un percorso modulare per gli insegnanti ed alunni, su tutti questi argomenti.
Lo faremo in ottica collaborativa: parleranno delle mappe aperte tanti amici o linkeremo i loro blog, o ancora il Prof. Aprile farà moduli specifici con Arduino e sensoristica e spiegherà come interfacciare il tutto con siti web esterni per poter leggere ad esempio la temperatura di casa, a distanza, via Web. Mentre il Dott. Longo ci parlerà dei Linked openData. Piersoft farà da coordinatore, incursore e comunicatore.
Di teoria però giusto lo stretto necessario ! in classe avrete modo di approfondire. Questo post permanentemente aggiornato, deve essere solo uno spunto operativo. Un solco, una linea guida da cui far partire la vostra immensa creatività.
Abbiamo pensato ad un tutorial che parte da Arduino, pubblica i “dati” che acquisisce sulla piattaforma web thingspeak.com, poi tramite un form di Google, tutti gli utenti inseriscono i propri dati anagrafici e posizione geografica nonchè il link al proprio progetto, e tramite lo strumento opensource Umap, tutti vedono la mappa di tutti gli utenti (arduino) online
Nulla di nuovo. Ci sono tantissimi servizi professionali. Vi consiglio queste slides molto complete del Dott. Landelli.
Noi faremo qualcosa di semplice perchè per ogni argomento si richiede l’approfondimento in classe.
Molto si fa già, ma non abbastanza. Ci sono corsi di Coding per le insegnanti della Scuola Primaria piuttosto che gruppi di lavoro sugli opendata nella PA o grandi festival di Makers o ancora decine di ore su robotica educativa. Ma non abbiamo ancora fatto il salto e reso tutto ciò una cosa “normale”.
E Allora? allora partiamo subito:
1) Arduino questo sconosciuto. Esempi di collegamento al web con schede Ethernet, Wifi, Wifi ESP8266, GSM ect
(Cos’è Arduino? chi lo ha inventato? Si usa anche per la robotica elementare? ect)
2) Tutorials su come collegare sensori di temperatura, umidità, Co2, Meteo ect
A. Tutorial di @Piersoft su Arduino Uno + Scheda WiFI ESP8266 + Sensore Temperatura
B. A Simple IoT Project with the ESP8266 WiFi module
C. IoT Datalogger with ESP8266 WiFi Module and FRDM-KL25Z
D. Send sensor data (DHT11 & BMP180) to ThingSpeak with an Arduino, using cable or WiFi
E. Measure Temperature with Arduino Ethernet + DS18B20 + Thingspeak
(Cosa vuol dire Internet of Things? Sapete che sono i FabLabs? conoscete Manifatture Knos a Lecce o Syskrack a Grassano ? ect)
3) Aprire un account sul sito thingspeak.com. Creare delle API in scrittura (cioè un valore alfanumerico che inserito nel codice di Arduino permette di scrivere online sul database aggiornando ad esempio il valore di temperatura rilevato da Arduino). Il servizio thingspeak.com genera per ogni utente un link assoluto al proprio progetto. Ad esempio su “https://thingspeak.com/channels/44374” trovate un mio progetto. Dovete mettere la spunta in “Channel Settings” su “Rendi pubblico” in modo che tutti possano vedere le vostre rilevazioni. Fate prima delle prove e quando siete pronti lo rendete pubblico.
4) Qui entra la fase di sharing: compilate il form http://goo.gl/forms/y1aXK2nuHj inserendo i vostri dati anagrafici. Inserite il numero del Channel del punto 3) nell’esempio : 44374 piuttosto che il numero del plugin o link diretto. seguite le istruzioni che ci sono nel modulo online.
(Cos’è Google Drive? ect openStreetMap. Le licenze, queste sconosciute. Perchè non usare Google Maps per questi esperimenti? Il punto 4) genera un file CSV (cosa??) che si può interfacciare con una mappa online automaticamente. Tale mappa deve essere liberamente utilizzabile e le coordinate geografiche (Latitudine e Longitudine) utilizzate nel punto 4) devono essere liberamente utilizzate specie se derivate dell’operazione di Geocoding cioè data la Via Pinco civico 6 derivo le Lat e Lon.. Dove si trova il DataBase che associa la via e civico alla coordinata? posso liberamente utilizzarlo? ect.. )
Suggeriamo alcune slides di Maurizio Napolitano su openStreetMap usate in un workshop a Matera.
5) Una volta compilato il punto 4) avremo sulla piattaforma opensource (open che?) Umap tutti i Pin. Eccovi la mappa dove andranno tutti gli utenti: http://u.osmfr.org/m/46047/ . Dal Sidebar quando si clicca il Pin di interesse abbiamo il grafico e anche il link per il download dei dati Json (che?)
A che serve avere il CSV di tutti gli utenti? A che serve avere il Json? Che sono gli opendata? e i Linked openData?
Consiglio questo video molto esplicativo
ed ora ? partendo da qui dove andiamo? a voi il futuro..
Francesco Piero Paolicelli (@piersoft) con la collaborazione preziosissima del Prof. Domenico Aprile e Dott. Cristiano Longo








