Socrate non era certo uno che “la mandava a dire”.
Per questo mi è sempre piaciuto. Più che per la “dotta ignoranza”.

In una afosa giornata di questo maggio che sembra un prologo di una estate lunga e prematura, 8 colleghi ad un tavolo di un bar/tavola calda. A modo loro, vogliono cambiare il mondo.
Come spesso accade quando si incontrano tra di loro, gli insegnanti finiscono con il parlare di scuola. Lo si nota e tra un “è vero, però!” e un “che tristezza” e una risata di contorno, questa volta non può fare eccezione: è in discussione alla Camera dei Deputati il Disegno di Legge sulla “Buona Scuola” e arrivano le notizie sugli smartphone. “Approvato articolo 7. Si passa all’articolo 8….Approvato anche questo“.
Uno solo dei colleghi è favorevole alla “riforma”, gli altri no. “Convintamente“.
Ci si scambia opinioni, in modo civile, tra colleghi.

In una situazione del genere, non è difficile chiedersi cosa potrebbe succedere se ci fosse la presenza di un esponente filogovernativo, tal Matteo. Nome di fantasia. Lo giuro, invocando il Manzoni (Imperciocché, essendo cosa evidente, e da verun negata non essere i nomi se non puri purissimi accidenti.).

Matteo: <<Dai, ragazzi, con il Disegno di Legge, una volta approvato, vi daremo la possibilità di proporvi alle scuole, potendo così mettere in evidenza le vostre professionalità>>
Insegnante n.1: <<Si, figurati, Matteo! Non scherzare, dai, lo sai che i Dirigenti faranno come vogliono loro…>>
Matteo: <<Ma no, dai, prof…c’è scritto in quella che sarà una Legge dello Stato, che i Dirigenti potranno solo individuare i docenti, sulla base di un ampliamento dell’offerta formativa approvata dal Collegio Docenti e, soprattutto, con criteri di trasparenza ben esplicitati>>
Insegnante n.2: <<Ma lascia stare quello che avete scritto! Si sa come vanno queste cose! Ciò che c’è scritto verrà aggirato, vedrai…>> (sorrisino di compassione)
Matteo, senza scomporsi: <<Va beh, però almeno la carta dell’insegnante è un fatto positivo, dai! Avrete la possibilità di spendere autonomamente € 500,00 annui come meglio credete, per esigenze didattico/formative>>
Insegnante n.3: <<Ma, smettila! Che cos’è questa elemosina! Ci vuol ben altro! Ben altro! Noi siamo professionisti, ci paghi pochissimo e, poi, secondo te, bastano € 500,00 per poter coprire esigenze di formazione e aggiornamento?>>
Matteo: <<Ma no! Guardi, prof., che la formazione diventa obbligatoria e permanente ed è a carico dello Stato>>
Insegnante n.4: <<Ma tu fai sul serio o non ti rendi conto? Guarda che qui c’è gente che ha una Laurea, tre Master, corsi FORCOM e insegna da 30 anni! Ma cosa vuoi formare? Noi abbiamo già dato! Basta!>>
Insegnante n. 5 (quello favorevole alla riforma): <<Appunto, collega! Il guaio delle Graduatorie è proprio questo: valutano i titoli, qualcosa di statico, di superato. Ma dobbiamo aggiornarci costantemente.>>
Matteo: <<Appunto! Infatti, la mia idea è che bisogna riprendere l’idea di Berlinguer e valutare gli insegnanti. Che ne pensate!?>>
Insegnante n. 6: <<V-A-L-U-T-A-R-E!?!? Ma tu sei matto!!! E chi mi dovrebbe valutare?!?! Il Preside-Sceriffo?!? E che ne sa il Preside di come io insegno in classe? Quali elementi ha? Non se ne parla.>>
Matteo: <<Va bene, ammettiamo che questo non vada bene. Ma se voi valutate i vostri studenti, non potete negare l’importanza della valutazione. Allora, sono disposto ad ascoltarvi: quale sarebbe un buon sistema di valutazione?>>
Insegnante n.7: <<Ma è ovvio! Più ispettori! Ci vorrebbero più ispettori. Solo un ispettore della materia può avere gli strumenti per operare una valutazione del mio agire in classe!>>
Insegnante n.8: <<Ma che dici, collega?!?! I ragazzi! Sono i ragazzi a doverci valutare! Lo fanno già!>>

Si scatena una bagarre, in cui 8 insegnanti provano a discutere partendo da distanze alquanto diverse su come migliorare il Disegno di Legge. Tra chi propone di ritirarlo, chi di emendarlo, chi di stravolgerlo, chi di preservarlo, chi di renderlo più incisivo, appare ben presto chiaro che la discussione collegiale (in ben…8 insegnanti! Un numero…”significativo”!) non porterebbe a nessuna proposta condivisa.

A questo punto, Matteo gioca l’ultima carta (im)possibile: <<Va beneeee, ok, prof., vi prego, basta! Parliamo di contratto bloccato da 6 anni. Voglio aumentarvi lo stipendio, ok?>>
Insegnanti, quasi in coro (ho scritto “quasi”): <<NO! Ci vuole ben altro! Anche perché chissà cosa combinereste. E, poi, che significa “aumentare lo stipendio”? Non ci fidiamo! NO. Ci vuole ben altro!>>

Questa discussione non è mai avvenuta. Sono veri solo il luogo, il caldo, gli insegnanti e il fatto che solo 1 su 8 sia favorevole alla riforma.
Gli altri 7 sono…diversamente sfavorevoli.
Ah…tal Matteo è frutto della fantasia dello scrivente.
Non esiste. E’ una entità astratta, proveniente dal PD (“P” sta per “Pianeta”).

Chi vuole muovere il mondo, prima muova se stesso
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