Una panchina al parco in un giorno di primavera.
-Mia, tua…
-Ma anche nostra… e perché non vostra?
-Vostra di chi? Nostra di chi?
-Di tutti: docenti, assistenti amministrativi, collaboratori scolastici, Dirigenti, DSGA…
-Certo…bisogna farglielo capire…farsi sentire…
-Ho come la sensazione che abbiamo dimenticato qualcosa…aspetta…la scuola è…
-La buona scuola…ma come gli è venuto in mente un titolo così…buonista…vogliono dire che esiste anche la cattiva scuola?
-La buona scuola non esiste, come anche la cattiva scuola, sono utopie…ci vuole ben altro…finanziamenti, finanziamenti…aumenti, aumenti…
-La vera scuola siamo noi.
-Noi chi?

Chi saranno i protagonisti di questo surreale dialogo? Non esistono, mi direte. No, no, credo che esistano davvero, ma non saprei dirvi esattamente chi sono e come si chiamano.

Posso dirvi che non sono studenti. Per almeno due motivi: il primo è che avrebbero parlato delle vacanze estive e del progetto di abolirle; il secondo che alla domanda “noi chi” avrebbero saputo rispondere. Molti in questo paese, l’Italia, si ricordano degli studenti quando hanno bisogno di riempire le piazze, ma possono tergiversare anche tre settimane prima di comunicare ad un alunno il voto dell’interrogazione. Gente strana, davvero.

Per fortuna che esiste Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti della scuola secondaria. Il testo esordisce dicendo che La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

Già. Perché la scuola appartiene agli studenti. E nonostante il legislatore si sforzi di evidenziarlo, sottolinearlo, dirlo a chiare lettere, sembra che non si abbia voglia di intendere.

Perchè una scuola pensata per lo studente, terrebbe conto della necessità di rinnovare gli ambienti, ma il modello “cattedra-banchi-lavagna”, nonostante alcuni tentativi di innovazione, resta il modello imperante.

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Salvatore Giuliano, Dirigente dell’ITIS “Majorana”, nell’aula della scuola del futuro

Vero è che lo studente ha diritto non solo all’arredo, ma alla sicurezza. E non solo. Ha diritto alla serenità, a non avere paura, a sentire sicuro il luogo che per lui e i suoi genitori è il più sicuro al mondo: la sua aula.

Aula della scuola elementare "Pessina" dopo il crollo del 13 aprile (Ostunilive.it)
Aula della scuola elementare “Pessina” dopo il crollo del 13 aprile (foto Ostunilive.it)

Sempre nello Statuto trova spazio l’idea che La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni.

Certo, tutto condivisibile, ma lo Statuto comincia a essere tradito da qualche ruga…è del 1998, con integrazioni e modifiche del 2007. Non si conosceva ancora l’esistenza di nuove specie di studenti progettati nei laboratori universitari, le galline testaiole, che, messi da parte gli impegni del quinto anno di corso, quello che per intenderci si conclude con l’esame di Stato, si allenano al superamento dei test per l’accesso alle facoltà universitarie o accademie militari che svolgono le selezioni nel corso del quinto anno. E la ricerca? E il dialogo? E la crescita della persona? Eppure si parla di competenze che gli studenti devono maturare, e le competenze nulla hanno a che fare con la serialità, la ripetitività, la banalità. E qui, tra competenze e test, sono le mie competenze di insegnante a vacillare…

Fondamentale è l’orientamento (DDL 2994, art.2, comma 3, in corso di esame in Commissione) volto allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami col mondo del lavoro.

Logica e pensiero computazionale
Social network e media
Produzione e mondo del lavoro

Un paese come l’Italia non può perdere questo treno. In questa sequenza si scrive il futuro di questo paese. Le nuove generazioni devono essere formate. E’ già terribilmente tardi. Possibile che nessuno lo abbia letto? Possibile che non piaccia a nessuno? Ecco, credo di aver capito, non hanno fatto un riassunto per punti, semplice semplice, che stia in una pagina…perché leggere è faticoso, e non legge più nessuno.

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Si programma insieme, ragazzi e ragazze. I ragazzi, alla fine, devono ammettere che le macchine non sono “cose da maschi”.

 

Programmare i robot: creatività, cooperative learning. problem solving
Programmare i robot: creatività, cooperative learning, problem solving
Insegnare le potenzialità di Arduino a scuola. In America si investe già su Arduino
Insegnare le potenzialità di Arduino a scuola. In America si investe già su Arduino. E in Italia? Docenti di buona volontà. Bene, ma in ogni scuola pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i diritti, lo Statuto prevede che  Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un’adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome. 

I ragazzi sognano, si sa, e fanno tante cose: musica, sport, disegno. Bisogna aiutare ciascuno di loro a trovare la sua strada, non banalizzando tutti gli apprendimenti nati al di fuori del percorso scolastico, ma cercando di recuperarli costruendo reti e sinergie tra le attitudini (per esempio, il talento nel comunicare con le immagini, nella fotografia) e i percorsi scolastici. In questo senso ben venga l’istituzione di un curriculum dello studente (È quindi istituito il curriculum dello studente che individua il profilo dello studente associandolo a una identità digitale, relativo al percorso di studi, alle scelte formative e a tutte le competenze acquisite sia in ambito scolastico, sia extrascolastico che in alternanza scuola-lavoro, DDL art.3, comma 1).

Insegnare la stampa 3D
Insegnare la stampa 3D

Credo che ogni studente meriti la migliore delle scuole possibili e che ogni paese debba impegnarsi seriamente nel costruirla, passo dopo passo, superando i personalismi e la difesa dei privilegi, che non sono necessariamente sinonimo di diritti.

Focalizziamo l’attenzione sui diritti degli studenti, che sono anche i nostri figli, forse tutto ci sembrerà più chiaro.

Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola, perché la scuola gli appartiene.

Paola Lisimberti

LA MIGLIORE DELLE SCUOLE POSSIBILI

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