Oggi il post lo scriviamo a 4 mani e vi raccontiamo un anno di robotica al Liceo “Pepe”.

Giovedì 4 giugno 2015. Liceo Scientifico “Ludovico Pepe” di Ostuni (BR). Ultimo incontro del progetto Roboticsness: gymnasium mentis (QUI IL LINK AL SITO). Con i colleghi Rosanna Roma e Piero De Falco abbiamo fatto un bellissimo viaggio.
Il progetto è partito grazie ad un finanziamento FESR (“E1”) che ha consentito al Liceo “Pepe” di attrezzare un’aula di robotica educativa Lego Mindstorm, assumendosi il ruolo di elemento collettore e trasduttore di conoscenza sul territorio, in quanto istituzione scolastica innovativa, una vera e propria porta della conoscenza aperta sul futuro.

Foto di gruppo della formazione iniziale.
Foto di gruppo della formazione iniziale con l’Ing. Pietro Alberti di Campustore

Una delle motivazioni per potenziare le attività di robotica educativa e uno degli obiettivi che ci ha mosso è anche la constatazione, supportata dalle indagini OCSE PISA, di un’alta correlazione tra i risultati (particolarmente negativi nelle Regioni del cosiddetto “Obiettivo Convergenza”) ottenuti nei test delle materie scientifiche ed alcuni fattori di contesto: se è, in effetti, innegabile un nesso di causalità tra il basso livello di competenza dei 15enni delle regioni meridionali e insulari ed il livello socio-economico delle famiglie, non sembra affatto trascurabile, come fattore incisivo quale determinante per la scarsa motivazione allo studio, l’influenza di diversi fattori legati all’impegno scolastico, come la scarsa attrattività dei programmi scolastici, il flebile collegamento tra questi e gli sbocchi professionali nelle aree interessate, gli alti tassi di disoccupazione intellettuale, le poco lusinghiere prospettive economiche delle professioni legate ai diplomi e alle lauree.

D’altro canto, la Direttiva Ministeriale n.93 del 30 novembre 2009, pone l’accento sull’importanza della robotica educativa finalizzata <<alla risoluzione di problematiche di tipo costruttivo e di programmazione e sulla matematica laboratoriale dove per laboratorio si intende soprattutto la situazione didattica in cui l’alunno è attivo, discute e argomenta le proprie scelte, costruisce significati, progetta e sperimenta, impara a raccogliere dati e a confrontarli con i modelli ipotizzati, ed anche il momento in cui utilizza strumenti adeguati (uso di oggetti, materiali, software…) per rafforzare la propria attività di pensiero>>, individuandola come uno degli interventi prioritari finanziabili per l’ampliamento dell’offerta formativa.

Muovendoci da queste direzioni, abbiamo immaginato l’Aula di Robotica come un ambiente di apprendimento virtuale e reale, nel quale rispondere ai bisogni educativi dell’utenza liceale, non esente dal fenomeno dell’abbandono e della scarsa motivazione (sia pur in dimensione ridotta rispetto agli Istituti tecnici e professionali).  Il contesto evidenzia due trend rilevanti: il declino dell’interesse dei giovani per lo studio delle discipline scientifiche e tecnologiche e la transizione del sistema scolastico.

Così, l’Aula di Robotica  è diventata un luogo di sviluppo duale (ossia rivolto tanto all’apprendimento degli insegnanti che degli alunni) delle competenze e della abilità: nel laboratorio di robotica educativa, infatti, docenti e studenti hanno potuto sperimentare l’introduzione della robotica nella didattica di una disciplina fondante l’indirizzo scientifico, la Fisica, per migliorare l’insegnamento e i processi d’apprendimento insieme alla pratica di quelle che sono ormai riconosciute come irrinunciabili, cioè le competenze per la vita (creatività, risoluzione di problemi, lavoro collaborativo ecc.).

In questo modo, è stato possibile sperimentare concretamente la intedisciplinarietà: modellazione matematico/fisica, costruzione dei robot, programmazione e data logging (ossia raccolta dati).

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I gruppi di lavoro sono stati organizzati per classi aperte in orizzontale. Tutti gli studenti dalle prime alle quarte hanno potuto svolgere attività di robotica (sia gli iscritti al Nuovo Ordinamento che gli iscritti all’Opzione Scienze Applicate).

GRUPPI CLASSE CONTENUTI
PRIME APPLICAZIONI DELLA CINEMATICA
SECONDE L’EQUILIBRIO
TERZE CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA MECCANICA
QUARTE APPLICAZIONI DELLA TERMODINAMICA

Sono state attivate strategie e metodologie didattiche basate sull’esperienza anglosassone hands on minds on.

Abbiamo ripensato la didattica. E’ necessario che la scuola promuova l’acquisizione di competenze non soltanto disciplinari ma anche trasversali e che consideri lo studente come parte attiva, prosumer di un processo di apprendimento non più unidirezionale ma imperniato sulla partecipazione vissuta, attivando processi di feedback e autovalutazione come previsto dall’impostazione della flipped classroom (Paolo Ferri, La scuola 2.0. Verso una didattica aumentata dalle tecnologie, Spaggiari 2013,  pp.122 e seguenti).

Copertina libro Paolo Ferri
Copertina libro Paolo Ferri

Di seguito, i video dei diversi attori del progetto, Coordinatrice (Paola Lisimberti), Esperto esterno (Mimmo Aprile), Docente Tutor (Piero De Falco) e, soprattutto, i protagonisti: gli STUDENTI!

 

Il vero problema non è se le macchine sappiano pensare ma se gli uomini lo facciano
(Burrhus Frederic Skinner, psicologo statunitense, teorico del Comportamentismo.)

Mimmo Aprile
Paola Lisimberti  

LA ROBOTICA E’ PENSIERO: un anno di robotica al Liceo “Pepe”
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