Tutto cominciò con un docente di Informatica che parlava una strana lingua.

E gli argomenti di cui parlava (makers, stampa 3D, Europa 2020, IOT, Jeremy Rifkin e terza rivoluzione industriale, open data) non c’erano neanche sul libro. Ma innovare è una malattia contagiosa, quando ci si convince che “si può fare”. E così, non molto tempo dopo, anche l’aula potè vivere un giorno da “fab-lab”, quando la stampante 3D entrò in classe. Via la cattedra, via i banchi e le sedie, silenziosamente un oggetto prese forma, sotto gli occhi incuriositi dei ragazzi e dei docenti.

Quando Sistema Puglia pubblicò un bando per la realizzazione di un progetto di Alternanza Scuola Lavoro, i contatti con l’azienda c’erano, l’idea era in embrione, le professionalità, esterne e interne alla scuola, stavano diventando già un team. Si. Perché un progetto di Alternanza non si può improvvisare, ma deve mettere le radici nel curricolo, deve essere pensato insieme, scuola e azienda.
Da queste giuste premesse è nato Makers4edu, percorso di Alternanza per la classe 5A dell’opzione Scienze Applicate del Liceo Pepe di Ostuni. Si è concluso oggi, con una verifica finale sulla quale campeggiava la scritta E’ POSSIBILE UTILIZZARE I CELLULARI E I DISPOSITIVI INFORMATICI, ANCHE CONNESSI AD INTERNET, DURANTE LA PROVA. (Se volete fare gli imprenditori, provate a fare un piano dei costi senza consultare la rete…)
Il percorso di alternanza scuola lavoro si è caratterizzato come integrazione del curricolo scolastico con l’obiettivo di stimolare gli studenti sulla complessità del mondo del lavoro e sulla necessità di maturare skills for life in una dimensione di flessibilità e apertura al cambiamento. Così, in 20 ore di lezione d’aula e 30 ore di stage in azienda, gli studenti hanno vissuto l’esperienza di Makers4edu con entusiasmo, spirito di adattamento e un pizzico di sana curiosità nei confronti di materie nuove, insegnanti nuovi e ambienti di apprendimento nuovi.
E non solo si sono confrontati con nuove discipline, quali Economia dell’innovazione, Europrogettazione, Modellazione virtuale, Prototipazione rapida, Sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche con scelte metodologiche innovative: cooperative learning, ricerca-azione, learning by doing, learning by mistake.









A rigor del vero, un viaggio lo hanno fatto anche i docenti. Ed è stato molto istruttivo. Dal tutor d’aula al tutor aziendale, dal coordinatore ai progettisti ai docenti esperti, tutti hanno maturato delle competenze spendibili: innovare, in questo caso, significa soprattutto interrogarsi sulle intersezioni tra curricolo ed extracurricolo, tra conoscenze e competenze.

A loro spetterà il compito di coltivare le ricadute positive, sostenere il processo di crescita e gli orientamenti dei ragazzi, fare autocritica e portare a sistema un modello che ha funzionato soprattutto grazie alla sinergia tra la scuola, il Liceo Pepe, e l’azienda Creare (di Daniele Talliente e Pierangelo Serio). Tutti, pubblico e privato, hanno investito insieme in un percorso di innovazione. Con le persone giuste: quei ragazzi e quelle ragazze cui è affidato il compito di cambiare il mondo, domani.
Paola Lisimberti
