Nonostante sia passata quasi una settimana da sabato 9 maggio, non posso non scrivere di ciò che ho visto, vissuto, percepito, partecipando allo ScratchDay di Surbo (LE), organizzato da un grande Digital Champion (Salvatore Maletesta), che ne ha descritto benissimo la riuscita in un articolo sul blog dei DC.

Ne ha già parlato anche Giovanni Gioia nel suo ottimo articolo di lunedì scorso. Uno studente. Un ragazzo.
Lui e altri due suoi compagni del Liceo “Ludovico Pepe” di Ostuni (Arianna Moro e Federico Gatti) e altri tre del Liceo “Vincenzo Lilla” di Oria (Jacopo Braccio, Vito Carriero, Gabriele Fischetto), hanno deciso di investire un intero sabato pomeriggio per fare una esperienza diversa: stare a scuola.
Ma non la “loro” scuola, bensì L’Istituto Comprensivo Ampolo di Surbo, appunto, spostandosi quindi di oltre 70Km per raccontare ai bambini, alle famiglie presenti, la loro esperienza di studenti-makers, mostrando ciò che, a partire dall’anno scorso (i ragazzi del “Pepe”) e da quast’anno (il ragazzi del “Lilla”) hanno creato utilizzando la scheda programmabile Arduino e/o i robot Lego Mindstorm.

E così, in mezzo a stampanti 3D, droni autoprodotti o meno, i ragazzi (gli stessi che in classe la mattina arrivano con gli occhi perennemente incollati allo smartphone) non hanno affatto sfigurato.

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Vito ha presentato il suo prototipo di applicazione, costruita con un Arduino, che dovrà servire per far aprire automaticamente un contenitore dell’immondizia rilevando la prossimità della persona che vuole aprirlo.
Jacopo ha presentato il suo sistema di sicurezza a tasti, sviluppato (sempre con Arduino) partendo dall’idea (ipse dixit) di proteggere i propri effetti personali dal fratellino più piccolo che, in modo rapace, trova particolarmente divertente frugare tra le sue cose.
Gabriele ha pazientemente spiegato ai bimbi che si avvicinavano come funziona l’applicazione sviluppata da Jacopo.

Vito e il setup della sua app
Vito e il setup della sua app
Vito spiega la sua app
Vito spiega la sua app

Arianna, Giovanni e Federico, invece, hanno proposto per ben due volte (a grande richiesta…) la coreografia che la squadra del Liceo “Pepe” ha presentato a Roma, nel marzo scorso, alla RomeCup2015: un sincronismo con robot (cui hanno dato, ciascuno, un nome, quasi a sottolineare che il confine con l’umano è labile: “Zanardi“, Znap“, “Elefante“, “Serpente“…) che richiamano personaggi di Alice nel paese delle meraviglie e si muovno con una musica di sottofondo.
E dopo, con l’app per dispositivi mobile, hanno fatto loro pilotare i robot!

Un momento dell'esibizione dei Lego Mindstorm
Un momento dell’esibizione dei Lego Mindstorm

Cosa può restare di una giornata così? Il sorriso dei bambini!
Che esplode in un pomeriggio assolato, in una scuola. Quella stessa scuola che la Dirigente, Maria Teresa Capone, ha contribuito a rendere un ambiente a misura di bambino. Insomma, c’è niente di più bello che vedere un bimbo sorridere? Vederlo fare a scuola, poi, di pomeriggio, di sabato, diventa eccezionalmente bello!

A scuola di sabato pomeriggio per imparare e divertirsi
A scuola di sabato pomeriggio per imparare e divertirsi
La felicità del bimbi
La felicità del bimbi
Bambini incuriositi dall'app di Jacopo
Bambini incuriositi dall’app di Jacopo

Come bellissimo è stato vedere 6 ragazzi, di tre classi differenti, di due scuole diverse, sedersi assieme per risolvere un piccolo problema di comunicazione tra l’Arduino e il pc. Ah…piccolo dettaglio…l’applicazione è stata costruita da un altro compagno!

Jacopo, Vito e Federico al lavoro
Jacopo, Vito e Federico al lavoro
Una app sviluppata da Simone Versienti (non presente)
Una app sviluppata da Simone Versienti (non presente)

Ed allora, cosa sono tutte queste se non…emozioni!?!

Prof e Studenti? No...coworkers
Prof e Studenti? No…coworkers
Tu chiamale se vuoi…
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