Da diversi anni nella nostra scuola, il 2° Istituto Comprensivo “Montessori-Bilotta” di Francavilla Fontana (Br), un gruppo di insegnanti della scuola dell’Infanzia ha iniziato ad affiancare metodologie innovative alla didattica tradizionale.
La motivazione è scaturita dalla curiosità di capire quanto l’utilizzo di queste metodologie innovative possa influire positivamente e costruttivamente sugli apprendimenti degli alunni.
Maturità, t’avessi preso prima…
Manca un mese esatto alla “Notte prima degli esami”.
Per uno studente del quinto anno, è LA notte.
Quella in cui, anche se l’Italia va avanti ai Mondiali o agli Europei tu devi pensare a studiare. Ma quella notte non la dimenticherai mai. Come quell’estate. Quella che viene dopo. Quella della “libertà”. Quella che, poi, un professore profetico in Università definirà “la più bella della vostra vita. E, sfortunatamente, è oramai alle vostre spalle”.
CODI-GRAFIA: l’uso corretto dei suoni doppioni CU e QU
Coding, anche se tradotto letteralmente vuol dire programmazione, non è una competenza digitale ma una condizione che ci porta a ragionare come un programmatore di fronte ad un problema, vale a dire essere capaci di progettare un percorso preciso e rigoroso che si può sempre utilizzare in situazioni analoghe. Così la pratica del CODING sviluppa il pensiero computazionale e può essere applicabile in qualsiasi ambito disciplinare.
Questo coding–pensiero è per tutti, perciò deve essere trasmesso tramite la scuola, unico vero luogo in cui la formazione è davvero inclusiva.
Su tali orientamenti ho pensato d’implementare un’attività di coding per superare una difficoltà ortografica. Insegno italiano in due classi prime. Dopo l’acquisizione della strumentalità per leggere e scrivere, sto curando la correttezza ortografica. Quindi ho proposto la regola per l’uso corretto di CU – QU, strutturandola con un algoritmo.
L’IDEA PRENDE FORMA..
Non credo che vi sia mai capitato di fare un percorso didattico con gli alunni ,avendo come soggetto dell’ itinerario interdisciplinare un’auto vera …E non un auto qualsiasi, ma ” l’auto che stupì il mondo ” cambiando il paradigma del design e della funzionalità : la Citroen DS ,l’icona incontrastata del design internazionale…
INSEGNARE CON I LEGO
L’ affermazione del pensiero computazionale e del pensiero procedurale ,consolidatosi in questi ultimi tempi ,in special modo nella fascia della scuola primaria ,nella pratica didattica dei docenti ,dopo il successo dell’ora del codice della campagna Europe Code Week 2015 e la massiccia frequenza al MOOC “Coding in your Classroom Now” del prof. Alessandro Bogliolo ,

ha riportato alla ribalta ,nella mia mente ,le costruzioni Lego ,quei mattoncini di plastica multicolore che hanno affascinato intere generazioni di bambini ed anche di adulti , inserendoli nella mia pratica didattica in maniera trasversale in tutte le discipline.
Siamo speciali noi esseri umani…
<<Non mi è mai piaciuta molto la scuola del “i miei studenti” e “i tuoi studenti” e la tecnologia ci aiuta molto a superare le barriere. E si può “fare scuola” ovunque, anche nel virtuale delle chat oltre che nel reale delle aule.>> (Paola Lisimberti nel suo post su coderschool del 25 gennaio 2016).
L’affermazione è talmente reale e concreta che voglio partire da qui per raccontare (quello che non è) un dettaglio della giornata del #opendaylilla2016 di cui ho narrato nel post del 24 gennaio scorso.
Domenica ho avuto il piacere di (ri)vedere dei ragazzi che ho avuto come studenti due anni fa.
Son venuti a scuola, ad Oria da Ostuni, domenica mattina a rendermi ancor più felice. Si chiamano Giorgio, Arianna, Federico.
Arianna e Vito si son conosciuti alla Maker Faire Rome 2015. Frequentano il V anno del Liceo Scientifico. Ma di due scuole diverse.
Un esercito di gamers tra i banchi di scuola
Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche.
Destino vuole che mi innamori di ciò che dovrebbe essere (o che sarebbe, poi, stato, col senno di poi) “altro” dal mio ambiente cognitivo.
Non si spiega altrimenti l’aver scelto di presentare “Letteratura italiana” all’esame di maturità (ai miei tempi, una materia era “a scelta del candidato”) e amare così tanto Dante da citarlo praticamente ovunque. Tesi di Dottorato (in Logistica!) compresa.
Non faccio eccezione neanche stavolta e parto citando Friedrich Engels (filosofo) a partire dal titolo.
Cosa mi ricorda? Oggi, domenica mattina, addì 24 gennaio 2016. Oria, provincia di Brindisi. Liceo Scientifico “Vincenzo Lilla”.
E’ il giorno dell’open day, una giornata dedicata alla apertura della scuola alle famiglie, per presentare l’offerta formativa dell’Istituto.
Questo è l’anno del PNSD-Piano Nazionale Scuola Digitale varato con il D.M. 851 del 27 ottobre 2015: un documento di indirizzo strategico per la realizzazione dell’innovazione digitale del sistema educativo, come previsto dalle Legge 107/2015 (cd “La Buona Scuola”).
Il focus è la dimensione culturale del digitale più che su quella meramente tecnologica ed enfatizza aspetti legati all’apprendimento permanente (LifeLongLearning) e ad ampio spettro, ossia formale e non formale (LongWideLearning).
Il PNSD è basato su una idea di scuola come spazio aperto non solo fisico in grado di sviluppare competenze per la vita (life skills) e mira all’innalzamento delle competenze degli studenti e, di conseguenza, all’impatto che essi avranno sulla società come individui e teste pensanti.
In estrema sintesi, il PNSD è una sfida metodologica-didattica per tutto il personale scolastico e mette la scuola al centro di un sistema socio-educativo in quanto principale generatore di domanda di innovazione.
Dante è vivo e ci parla
Se potessi, a scuola insegnerei solo la Divina Commedia. Credo se ne accorgano anche i ragazzi che, qualche volta, alzando gli occhi dal testo, si rendono conto che non sto leggendo ma cito a memoria. Per insegnare la Commedia ci vuole la voce e per apprenderla ci vuole orecchio. Perché Dante è PAROLA, antica e moderna, musica e colore.
Per annoiare generazioni di studenti a scuola con la Commedia, basta uccidere la PAROLA dantesca seppellendola sotto una matassa di commenti e di commentatori, sacrificando sull’altare della lettura critica la bellezza del testo.
Ecco perché da quando la Divina Commedia è nella mia chat di Telegram…non vivo più. E grazie a Francesco Piersoft Paolicelli di aver realizzato questa riforma. Con sincero spirito moderatamente luterano, Paolicelli ha reso disponibile a tutti (ma proprio a tutti) in una chat l’intero testo, con la possibilità di cercare il canto (22IN per XXII dell’Inferno, ad esempio) o la ricorrenza di un termine. Ecco: finalmente il testo dantesco da solo, da leggere. E senza quella odiosa parafrasi accanto ai versi che ormai premurosamente compare nei testi scolastici…dovessero mai i ragazzi sforzarsi di capire la PAROLA e i docenti di spiegarla…
Sensori di parcheggio con Scratch e Arduino
oggi a Frigole, frazione borgo rurale di Lecce, abbiamo giocato con bambini dai 4 ai 14 anni. Per i più grandicelli abbiamo creato una piccola sessione con Scratch e Arduino.
Abbiamo utilizzato il programma mBlock che non è altro che Scratch2.0 ma nativamente pronto per leggere Arduino.
Ho visto un progetto già finito e pronto di Giuseppe Marini, attivista Corderdojo di Lecce ed ho pensato realtime di adattarlo ai ragazzi facendo usare mBlock. Non avevo tante breadboard o resistenze per cui ho fatto di necessità virtù: il cicalino che cambiava frequenza al variare della distanza, è stato collegato tramite Didò (si avete letto bene) all’Arduino..questo accorgimento ha di fatto posto una resistenza tra il +5V di Arduino e i 3.3V del Cicalino che avevamo a disposizione.
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